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 17-Apr-2007   Stampa la pagina corrente   Mostra la posizione di questa pagina nella mappa

Filosofia della conoscenza - Prefazione

La lettura di questo lavoro necessita di alcune avvertenze. La prima è che non si tratta di un manuale di filosofia della conoscenza. Quantomeno non nel senso tradizionale del termine. Si tratta, piuttosto, di una introduzione alla filosofia della conoscenza. Per due ragioni.
 
Le pagine che seguono costituiscono,  anzitutto, un’introduzione al metodo di analisi teoretico-filosofico e agli strumenti che quel metodo riconosce come propri. La filosofia teoretica prende le mosse da domande le cui risposte possono essere fornite, prevalentemente, sulla base di una comparazione fra teorie, modelli, valori e intenti filosofici. Si tratta, insomma, di un’analisi tipicamente trasversale la quale, pur traendo alimento da contenuti storico-filosofici, utilizza poi quegli stessi contenuti per fini sostanzialmente propri. I temi affrontati in questo volume sono presentati  con questo specifico taglio: gli autori presi in considerazione vengono interrogati più che spiegati e la risposte alle domande che autori diversi forniscono vengono fra loro comparate in vista di una risoluzione più generale. Degli autori ai quali si farà riferimento, dunque,  non sarà  fornito un compiuto ritratto. Se ne darà conto, piuttosto,  in modo funzionale alle questioni di volta in volta sollevate.  Va da sé, evidentemente, che ciascun autore sarà interrogato su  questioni essenziali nel suo progetto filosofico: sarà rilevante, pertanto, domandare a Cartesio e a Husserl qual è il loro utilizzo dello scetticismo; a Hume e a Berkeley che cosa intendono con «percezione» e cosa con «idea»; a Kant e a Husserl qual è il significato da dare alla nozione di trascendentale; a Putnam e a Searle che cosa significa per loro «realtà»; e così via.

In questo libro le domande considerate fondamentali sono tre: «che cosa» significa conoscere; «come» conosciamo; «che cosa» conosciamo.  Possiamo considerare la prima una questione definitoria e metodologica, la seconda una questione epistemologica, la terza una questione ontologica. A ciascuna di tali domande corrisponde una sezione del lavoro specifica, benché solo in parte autonoma, date le inevitabili interrelazioni che corrono fra le domande in questione.

Questo lavoro costituisce una introduzione alla filosofia della conoscenza anche per una seconda ragione. Si propone, infatti, anche come introduzione ai temi e ai problemi fondamentali che la filosofia della conoscenza si trova a dover affrontare. Il problema del dubbio scettico e la possibilità di un fondamento del conoscere. La distinzione fra proprietà primarie e proprietà secondarie. La teoria della conoscenza come immagine e la teoria della conoscenza come costituzione. La distinzione fra individuo e essenza e quella fra astrazione e ideazione. Il legame fra osservazione e teoria e quello fra intuizione e intenzionalità. Il concetto di a priori formale e quello di a priori materiale. Le varie accezioni di trascendenza. La distinzione fra esternalismo e internalismo. La distinzione fra realismo empirico e realismo metafisico. E così via.
   
Ciò che qui si propone è, dunque, una selezione di temi e problemi ritenuti basilari. Il che mi permette due brevi, ulteriori osservazioni.

La prima osservazione è abbastanza scontata. L’elenco dei temi proposti non ha alcuna pretesa di esaustività e completezza. Compito del lavoro teorico, in filosofia come in qualsiasi altra disciplina, è saggiare la tenuta di ipotesi mediante indagini e raffronti fra prospettive e soluzioni alternative. Attraverso scelte interpretative e percorsi teorici che è necessario e importante dichiarare in anticipo. Il che non significa, in filosofia come in qualsiasi altra disciplina, rendere la ricerca meramente soggettiva e arbitraria. L’indagine teorica, anche se guidata da punti di vista e ipotesi che la precedono, non è un puzzle. Il cammino che essa intraprende non è «far tornare (forzatamente) i conti», o escogitare soluzioni in vista di un risultato già acquisito. In tal modo, lungi dall’essere sminuita e sacrificata, la dimensione problematica dell’indagine —  e dunque non dimostrativa, né meccanica — viene salvaguardata. 

La seconda osservazione rinvia al prosieguo della ricerca. Proprio perché frutto di scelte, a favore di  alcuni temi e a scapito di molti altri, questo libro ha inevitabilmente una struttura aperta. Non rappresenta, cioè, una unità in sé conchiusa e deve pertanto essere concepito come un primo passo, al quale potrebbero, o dovrebbero, seguirne altri: altre domande, altri problemi, altre comparazioni.         

Infine, alcuni ringraziamenti. Non faccio nomi, nella convinzione che ciascun interessato saprà facilmente riconoscersi.

Ai componenti della mia famiglia, preziosa altra metà della mela.

Ai miei amici filosofi, accademici e non accademici, e alle incessanti discussioni, correzioni, suggerimenti.

A colui che, nell’insegnamento e nel lavoro, ha attivato in me il sentire la professione come valore.

Ai miei studenti, per l’attenzione e la fiducia di cui mi sento costantemente onorata.

Senza di loro non solo questo lavoro, ma molto altro, non avrebbe potuto essere.


                                                                                              Sansepolcro, Pasqua 2007

 

 

 

Indice

Parte prima: Che cosa significa conoscere? 

Capitolo I: Il dubbio e i fenomeni

§1. Una possibile definizione di conoscenza

§2. Fondazionalismo e scetticismo

§3. Il dubbio e la ricerca del fondamento

§4. Proprietà primarie e proprietà secondarie

§5. L’epochè fenomenologica

§6. Evidenza e riduzione fenomenologica

Capitolo II: La conoscenza come immagine delle cose

§1. L’idea nella tradizione empirista

§2. Riduzionismo empirista

§3. L’immaginazione

§4. L’immagine

Capitolo III: La conoscenza come costituzione

§1. L’approccio trascendentale

§2. L’intenzionalità

§3. La tesi del carattere teorico dell’osservazione

§4. Osservazione e spendibilità pragmatica

§6. Il modello reticolare

Parte seconda: Come conosciamo?

Capitolo IV: Forma e contenuto della conoscenza

§1. Il ruolo dell’intuizione nella conoscenza

§2. Astrazione e ideazione

§3. Il sintetico a priori

§4. L’a priori materiale

Capitolo V: Conoscenza e mondo della vita

§1. Il fondamento della conoscenza: asserzioni protocollari e constatazioni

§2. Le espressioni occasionali

§3. Teorie internaliste e esternaliste del riferimento

§4. Sfondo e contenuto non concettuale

Parte terza: Che cosa conosciamo?

Capitolo VI: L’oggetto del conoscere

§1. Realismo metafisico e realismo empirico

§2. Trascendenza metafisica e trascendenza fenomenologica

§3 Realismo interno e autoreferenzialità della percezione

§4. La relazione mente-cervello e la relazione mente-mondo

§5. Identità e realismo

 

 

 
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